Una passeggiata per Tuscania

Il fascino di Tuscania è legato a molti elementi, ognuno dei quali ha la sua importanza, e non può essere disgiunto dagli altri. In questo magico mix compaiono il paesaggio, le testimonianze archeologiche, le meraviglie architettoniche, i colori, le albe e i tramonti, le luci e le ombre... mille cose, che da sole non farebbero di un luogo un luogo speciale ma, nel caso di Tuscania, interagendo tra loro, operano il miracolo.


Basta aver la voglia, una mattina, di alzarsi e uscire all'alba, quando tutto è silenzio e le diverse stagioni danno il loro meglio (le brine invernali, le nebbie autunnali, i colori e i profumi primaverili, i tepori estivi), senza essere sommerse e distratte dal via vai di automobili e persone. Allora si scopre che Tuscania, a suo modo, è un piccolo pianeta, fatto di pietre e alberi, di cieli e strade da percorrere, con i piedi, certo, ma anche con la fantasia. Passando accanto alla fontana delle Sette Cannelle, nella valle dove si narra sia nascosto un tesoro, diretti verso il colle che di Tuscania è il cuore e l'anima (San Pietro, ovviamente), è difficile non rimanere rapiti dall'armonia dell'insieme, non essere grati ai nostri antenati che, con laboriosità e dedizione, edificarono queste meraviglie perché durassero e fossero belle: in pratica fecero l'opposto di quello che si fa oggi, quando ciò che conta è solo far presto e risparmiare...


Se saremo fortunati, tornando sui nostri passi, troveremo aperta la chiesa di Santa Maria delle Rose (o della Rosa), una delle più belle della città. Dentro, non ci sono tesori d'arte "da prima pagina", ma mille piccoli tesori, da scoprire con calma, regalandoci il lusso più prezioso di questi nostri tempi frenetici: il tempo. Tra questi tesori, lo stemma di Angelo Tartaglia da Lavello, che qui ebbe forse la sua cappella personale, collocata sopra un affresco rappresentante uno dei Santi protettori di Tuscania, che ne possiede ben tre (Veriano, Secondiano e Marcelliano)...


Uno dei luoghi più deliziosi di Tuscania, decisamente fuori dai flussi di visita usuali, è la piazzetta del belvedere, a cui si arriva da via degli Archi. Nonostante le auto costantemente parcheggiate (l'invadenza delle quattro ruote è uno dei principali problemi che ha oggi il centro storico), si tratta di un angolo di pace e tranquillità, grazie anche al gorgogliare dell'acqua che fuoriesce da una piccola fontana ottocentesca (ma in forme medievali).


Ma Tuscania non sarebbe ciò che è se non ci fosse il suo territorio straordinario, che regala "spazio" ai suoi monumenti, e soprattutto punti di vista diversi e sempre mutevoli verso San Pietro, vero punto focale di questo angolo di Tuscia. Una delle viste migliori si ha dalla necropoli etrusca di Ara del Tufo, facilmente raggiungibile dalla strada dell'Olivo (che consente anche di visitare la cosiddetta Tomba della Regina)


Ma anche dalla strada per Viterbo (la Tuscanese), se ci sono le condizioni giuste, l'emozione è garantita...